19th settembre, 2009

iPhone and Go è stato all’inaugurazione dell’ Apple Store di Carugate e oggi ve lo racconta

by Stefano Lodu

L’inaugurazione dell’Apple Store di Carugate.

Questo pezzo lo scrivo ormai a qualche giorno di distanza dall’inaugurazione avvenuta sabato 05/09/2009 del secondo negozio Apple in Italia.
La scelta di non scrivere questo tipo di pezzi è di non farsi coinvolgere dall’onda dell’emotività che per un utente Apple è sempre e comunque forte.


Arrivo di buon ora e, non avendo alcun invito da parte di Apple, mi accodo buono buono in fila, che alle 08:30 era già abbastanza lunghetta.

Il mio obbiettivo è semplice, acquistare Final Cut Studio 3 upgrade.

Alle 09:00 le porte dello Store si aprono ed entra la stampa accreditata, durante i 45 minuti successivi si sentono applausi sia all’esterno che all’interno dello Store fioccano i messaggi su twitter, la gente in fila (quasi tutti dotati di iPhone), scatta foto, chi ha il 3GS gira anche dei minifilmati, qualcuno gioca, qualcuno fa vedere all’amico gli ultimi download.
La presenza femminile è abbastanza elevata, le ragazze che accompagnano i fidanzati non sembrano scontente di essere li per l’evento, detestano più che altro la fila. In generale si respira un clima da concerto o da premiere cinematografica.

Purtroppo verso le 09:45 cominciano le note dolenti, gente stanca della fila crea un pò di spingi spingi e poi inizia a saltare le barriere. Oltre che essere un’ennesima dimostrazione di inciviltà (come solo noi in Italia riusciamo a fare), vi è l’aggravante che per i primi 1000 visitatori vi era in omaggio una maglietta Apple.
A nulla servono le rimostranze nei confronti del servizio d’ordine, al mio richiamo all’attenzione da parte di un addetto ricevo il gesto delle spallucce, ad una successiva segnalazione ricevo la risposta “Beh tanto di magliette ce ne sono in abbondanza!”. Per Apple che si vanta di essere tanto perfezionista e corretta è una grave macchia, per noi italiani è un’ennesima figurina da attaccare nell’album.


Comunque i cancelli dell’Apple Store vengono aperti alle 10:00 (preceduti da un sonoro conto alla rovescia), a quel punto, un pò alla volta, le persone entrano ed il negozio è quasi subito pieno. Si entra in gruppi, come prevedibile, all’ingresso c’è la clack di addetti alle vendite che consegnano omaggio, guida e fanno la ola.
Il mio turno arriva alle 10:30 circa, devo dire che sono contrario, in genere, alle incitazioni dei dipendenti, ma le facce dei ragazzi, così “in parte”, fa scappare un sorriso compiaciuto anche a me.

Appena passato il corridoio di incitamento, inizio a guardarmi attorno ed a studiare l’ambiente. Lo store è un unico open space, l’ambiente è molto illuminato ma non infastidisce, i tavoli su cui è poggiato il materiale che è possibile provare sono in legno, disposti per aree tematiche. In fondo a destra vi è l’area accessori iPod/iPhone, sulla sinistra, sempre in fondo, vi è l’area software dove ho il piacere di vedere, finalmente, alcuni giochi per Mac. Vedo NeverWinter Nights 2, vorrei prenderlo, vedo il prezzo…. ringrazio Apple per l’esistenza di BootCamp.
Quasi al centro del negozio, vi è il banco delle casse, e davanti un piccolo spiazzo dove la gente si mette in fila, questa volta ordinatamente, per pagare i propri acquisti. Snow Leopard è distribuito alle casse.

Il caos ovviamente regna sovrano, tra gente che prova gli iPod ed i Mac (mi chiedo alla fine della giornata quanti saranno i kensington ancora interi e quanto materiale sarà ancora utilizzabile il giorno dopo), gente venuta anche da lontano per acquistare un semplice adattatore (un mio vicino di coda veniva dalla Svizzera per questo motivo), e semplici curiosi che ancora qui trattano il mondo Apple come uno strano Blob. Ad un certo punto, dopo aver raggiunto il mio limite di sopportazione (10 minuti), decido di effettuare il mio acquisto.

Fermo un ragazzo in maglia azzurra e gli dico che sono interessato ad acquistare Final Cut Studio 3 upgrade, dopo qualche attimo di perplessità mi parla della versione Express, ed io gli rispiego che mi riferisco alla suite in versione upgrade, qualche altro dettaglio e lui, con fare sempre molto gentile, parte per il retro a recuperare il prodotto, io nel frattempo continuo a gironzolare, dopo qualche minuto torna con il prodotto giusto tra le mani, mi dice che lo porta in cassa mentre io continuo il mio gironzolare.

Nell’area Pro dedicata alla musica vedo la tastiera della M-Audio USB a 4 ottave. Purtroppo il prezzo non è esposto in modo da essere chiaro in quel caos, chiamo il concierge (quelli in maglia arancione), il quale trova il prezzo, me lo riferisce ed io vado in modalità “che faccio la compro?”.
Dopo qualche minuto opto per il si, mi riavvicino al ragazzo in maglia azzurra che mi aveva procurato Final Cut Studio, gli mostro la tastiera, lui si ferma un attimo e controlla alcune cose, poi mi informa che, attualmente, le periferiche M-Audio non sono compatibili con Snow Leopard, ma essendo questa una tastiera senza driver non dovrebbero presentarsi problemi. Do il mio consenso e lo vedo ripartire per il retro del negozio.
A quel punto ritengo di aver dilapidato a sufficienza il mio patrimonio e mi metto in fila alle casse. La fila scorre veloce, pochi minuti e sono alla cassa, il cassiere è molto cordiale, nonostante il caos che ha già affrontato, si effettuano i passi necessari ed eccomi in direzione dell’uscita.

Poco prima di uscire mi guardo attorno e varco la soglia, accompagnato da un sonoro grazie dai dipendenti del punto vendita (ero il primo ad uscire con un pacco voluminoso e, incredibilmente, meno costoso di quello che avevo in busta).
Lungo la strada per raggiungere l’ingresso incontro un paio di amici in fila (lora la maglia non la riceveranno), sorrido e torno a casa…

In bocca al lupo ad Apple. Complimenti per tutto, peccato che a comportarci male siamo stati noi…

Per voi Roberto Scarciello…

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