28th Giugno, 2010

Intermezzo: una storia interessante per iPhone.

by Stefano Lo Duca

Michele non vuole perdere tempo, e si butta a capofitto nell’imparare piu’ che puo’ del mondo iphone e di tutto il business che e’ legato attorno, cerca di prevedere e sopratutto anticipare quelli che potrebbero per lui essere i prossimi steps, o prossimi problemi.

Uomo_che_legge

A quanto pare il wireframe andava bene, e i Russi finalmente si possono buttare a capofitto nel codice. Così, nel frattempo, anche io posso mettere un po’ di ordine nella mia vita, o almeno in quella da aspirante sviluppatore…

Prima di tutto mi dedico a due letture urgenti, perché dovrebbero aprirmi definitivamente gli occhi su tutti gli aspetti di gestione commerciale che sono collegati ad una applicazione per iPhone.
E siccome mi aspetto le ennesime sorprese epocali, è bene affrontarle il prima possibile.

I due libri sono Starting an iPhone application business for dummies di Nichols, Elad e Stolarz e The business of iPhone app development di Dave Wooldridge.

Sono ambedue ottimi libri, molto ben scritti da autori non solo esperti ma anche capaci come comunicatori. Li divoro infatti in un paio di settimane, e capisco subito che mi accompagneranno a lungo come testi di riferimento, tale è non solo la densità di informazioni ma anche la dovizia di link che vi affiancano per favorire l’approfondimento.

Hanno strutture simili, e trattano tutto quello che c’è da sapere per mettersi in affari con l’iPhone, ad eccezione della programmazione vera e propria che ovviamente rimandano a libri specifici.

Si parte con lo studio approfondito dell’app store e dei suoi meandri, per individuare la propria nicchia, analizzare la competizione, stabilire il possibile prezzo della propria applicazione e di conseguenza capire se la sua produzione è sostenibile o addirittura in grado di darci benessere economico.

Si passa successivamente ai vari modi per proteggere la proprietà intellettuale (copyright, trademark e patent), per arrivare poi alla realizzazione vera e propria dell’applicazione.

Di questa fase ovviamente viene fatta un’analisi molto dettagliata, che cura la creazione dell’interfaccia, i flussi delle schermate, gli aspetti grafici con tutte le loro implicazioni, perfino il posizionamento dei link all’assistenza clienti per minimizzare le recensioni negative. Tutto sempre visto in chiave di vendita e soddisfazione dell’utente.

Conclude il tutto la parte sul marketing vero e proprio, da come strutturare il sito web dell’applicazione a come si scrive un comunicato stampa efficace.

Nel complesso ambedue i libri sono pieni zeppi di piccoli consigli quasi mai scontati e sempre supportati da esempi reali. Per ogni minimo aspetto forniscono molti link (centinaia) a risorse che non solo possono alleviare il lavoro, ma spesso permettono di dotare l’applicazione di caratteristiche che normalmente richiedono investimenti che pochi si possono permettere.
Sono contento di averli presi entrambi perché li ho trovati complementari, anche se quello di Wooldridge è forse un po’ meglio impostato.

Alla fine, come immaginavo, mi rendo conto che oltre ai tanti piccoli consigli da seguire ci sono alcuni aspetti strutturali che dovrò curare senza indugio in parallelo allo sviluppo.

I più importanti sono sicuramente un design grafico dedicato, un corposo sito web, l’organizzazione di un efficace supporto post vendita, lo studio approfondito della campagna stampa.
Tutte cose che, stando a quanto dice Wooldridge, mi permetteranno anche con un budget ristretto di non fare sfigurare la mia applicazione al cospetto delle grandi produzioni. E a vedere gli esempi non stento a credergli.

Dato che, grazie al wireframe, i flussi interni di Safe Strike sono ormai chiari, la cosa più urgente è commissionare la grafica a un professionista.

E per trovarlo, stavolta, finiremo in Ecuador…

grazie a Michele De Sio,

iPhoneandGo.

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8 Comments. Subscribe to this post comments or trackback.

  1. Roberto
    Giugno 29th, 2010

    Ciao, sembrano libri molto interessanti mi viene però il dubbio che si riferiscano un po’ troppo al mercato americano o trovi che comunque si adattino e vadano bene anche per noi italiani ?

  2. massimo
    Giugno 29th, 2010

    beh credo anche io che siano libri interessanti, provvedero’ ad acuqistarli … @Roberto io credo che un cambiamento di mentalita’ per uno che sviluppa app ci voglia .. per avere cmq successo credo che la nostra mentalita’ debba cambiare … perche’ come si sa la tua app sara’ (sempre se tu lo vuoi) pubblicata in tutto il mondo!!!!

    okkio…. ;)

  3. Roberto
    Giugno 29th, 2010

    Ciao Massimo…si si capisco (poi io sono abbastanza aperto di mentalità avendo vissuto molti anni all’estero) però mi chiedevo solo, visto che il libro sembra trattare anche aspetti legati propriamente a leggi e balzelli per cosi’ dire, se ci fosse una eguale versione per il mercato italiano. Perchè anche se pubblichi in tutto il mondo, le leggi che devi rispettare sono Italiane :)
    (e in effetti questo tema è un po’ controverso e servirebbe un po’ di chiarezza)

    Comunque si in effetti gli argomenti sono piu’ vasti di copyright etc per cui vale la pena darci un’occhiata!

  4. massimo
    Giugno 29th, 2010

    @Roberto sono daccordo con te! Noi cerchiamo di affrontare il discorso nei nostri roadshow! e ti posso dire che dopo Milano, Vicenza ora Bologna … di cose ne abbiamo viste e sentite!

    PS: cerco anche io quei libri ma non credo che saranno tradotti?? io potrei farlo .. ma non ci saranno i copyright??

    mah …

  5. Michele De Sio
    Luglio 5th, 2010

    Buongiorno a tutti.
    Vi direi che i libri, pur trattando l’argomento dal punto di vista americano, forniscono consigli applicabili senza modifiche ovunque, a maggior ragione se il vostro mercato di riferimento è internazionale.
    Alcuni approfondimenti legali sono ovviamente necessari, sia sui meccanismi dei brevetti (comunque simili) sia sui problemi di IVA e costituzioni societarie.
    Nel complesso però direi che il 95% del contenuto è applicabile così com’è.

  6. Samuel
    Luglio 12th, 2010

    Io ho un grosso handicap: l’inglese. Non ci sono dei siti o meglio dei libri che tratta l’argomento in italiano??

  7. Michele De Sio
    Luglio 12th, 2010

    @Samuel
    Riguardo alla gestione dei progetti purtroppo direi di no. In ogni caso credo che un dignitoso livello di l’inglese sia indispensabile sia che si voglia programmare sia che si voglia intraprendere un’attività in questo ambito. Ti permette di accedere a molte più fonti, risolvere più facilmente i problemi, avvalerti delle migliori risorse ovunque esse si trovino, e poi di espanderti internazionalmente allargando sensibilmente i potenziali acquirenti.
    Quindi, a maggior ragione se sei giovane, buttatici al più presto!

  8. Samuel
    Luglio 12th, 2010

    @Michele De Sio
    Grazie per la risposta che trovo “purtroppo” giusta. Dovrò mettermi a studiare l’inglese!

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