Statistiche di tutto rispetto dicono che, nell’arco della vita, perdiamo innumerevoli oggetti: dalle chiavi della macchina al cellulare… e perdiamo altrettanto tempo nel vano tentativo di ritrovarle. Figuriamoci le bollette e gli scontrini, particolarmente soggetti alla nostra negligenza. Per fortuna esistono app innovative che semplificano la vita, come Quokky, nata da una startup friulana di successo.

La sua feature pricipale consiste nell’archiviare istantaneamente tutti i tipi di documenti presenti nei vari cloud e mail dell’utente, per tipologia e data. Un’applicazione che ‘gioca’ con la condivisione grazie ad una chat interna utile a diverse tipologie di utente, dai privati ai professionisti: un’idea semplice ma rivoluzionaria che è piaciuta molto anche ad un certo… Tim Cook.

iPhoneandGo ha avuto la possibilità di parlarne con Filippo Veronesi, CEO della startup che ha realizzato il progetto.

Filippo, raccontaci come nasce Quokky.

L’idea parte da un’esigenza molto semplice, ossia la necessità di sistemare i documenti domestici, in ordine e in cloud. Per far questo abbiamo implementato una tecnologia che, grazie ad un’analisi semantica, riconosce i documenti per tipologia (fatture, scontrini, bollette, bollettini, carte di identità, ecc.) e li mette in ordine automaticamente.

Il documento potrà essere ricercato attraverso una serie di parole chiave. Successivamente alla creazione dell’app, abbiamo iniziato a muoverci sul mercato intorno all’estate 2014, lavorando sia sugli utenti ma anche con le aziende multi utility (emettitori di bollette e simili).

Come è andata?

Abbiamo raggiunto risultati importanti e vinto diverse competizioni, tra cui il Tim WCAP Accelerator e il FinTech Accelerator di UniCredit Start Lab, che premia i promotori di idee che alimentano con creatività l’innovazione nell’area del Financial Technology.

Tra le altre soddisfazioni, anche l’incontro con Tim Cook…

Arrivati a Roma per ritirare il premio per l’App più innovativa del 2015 e per incontrare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo saputo solo mezz’ora prima ci sarebbe stato anche Tim Cook.

È stato davvero un bell’incontro, abbiamo parlato con Renzi, Cook e altre personalità rilevanti, alle quali abbiamo raccontato la nostra storia. È stato molto importante. Abbiamo inoltre ricevuto l’invito di Apple a partecipare al WWDC di San Francisco a giugno dello scorso anno.

Quali sono state le modifiche principali che avete apportato all’app?

Abbiamo migliorato quella che è esperienza con Quokky, dal cloud siamo passati all’utilizzo della chat, molto simile a quella di WhatsApp o Messenger di Facebook. Questo ci ha dato la possibilità di rendere l’app funzionale anche per gli studi dei professionisti, migliorando l’aspetto della condivisione e facendo nascere così un prodotto parallelo, Quokky Studio.

Di cosa si tratta, esattamente?

Grazie alla chat abbiamo unito i due mondi (chat e cloud), creando una piattaforma che va a semplificare la condivisione tra utenti e studi professionali. Quokky ha dunque il suo cloud per l’archiviazione dei documenti, ma se l’utente usa già Dropbox, Gmail o affini, per ritrovare i suoi documenti basterà semplicemente connettere tali servizi al nostro e condividerli via chat. La condivisione avviene anche tra utenti che non utilizzano Quokky, il servizio è quindi accessibile davvero a tutti.

La rivoluzione con Quokky Studio è quella di portare il programma in tutte le tipologie di studi professionali per gestire i documenti, condividendoli via chat con i propri clienti in modo istantaneo e sicuro.

A proposito di sicurezza… La privacy è garantita? Non si rischia di perdere i documenti?

Siamo tra i pochi ad usare i certificati ISO 27001 e ISO 9001, che hanno i più alti standard nella gestione delle informazioni personali. Tutte le comunicazioni tra Quokky e i nostri server avvengono attraverso protocolli di massima sicurezza, certificati e affidabili.

Qual è il feedback degli utenti rispetto all’app?

Dopo l’introduzione della chat, diciamo che qualcuno è rimasto un po’ ‘spaesato’ e si è allontanato dal nostro prodotto, ma è fisiologico. Noi sentivamo il bisogno di fare questo grande salto; era necessario abbandonare il percorso intrapreso per entrare in una logica più ampia. Il prodotto di oggi è per le persone comuni, la gente ha bisogno di trovare subito i documenti che sta cercando, e con Quokky è possibile farlo.

L’app è gratuita?

La versione free è dedicata agli utenti “privati”, mentre esiste una versione a pagamento dedicata appositamente ai professionisti.

Quali sono stati i passaggi fondamentali per la creazione della vostra startup?

Io, Marco Zingarelli e Luciano Brandolin siamo i fondatori e ci conosciamo dall’università. Nel 2013 è nata l’idea e abbiamo iniziato a lavorarci su, investendo personalmente sul progetto in più fasi, dunque usufruendo di un fondo di garanzia di una banca e idei Business Angels.

In seguito siamo passati alla creazione del team interno affiancandolo ad un team esterno di freelance. Ad oggi la squadra di Quokky è formata da circa quindi persone. Non entro poi nel merito di quanto sia difficile l’iter per la creazione di una società in Italia, dalla burocrazia agli innumerevoli costi che dobbiamo sostenere…

La motivazione è fondamentale…

Assolutamente. L’iter è inutilmente lungo e noioso, dunque rischia di far perdere energie e obiettivi invece che lasciare il tempo per concentrarsi sul prodotto.

Meglio avere un’idea vincente oppure un ottimo team?

Il team, senza ombra di dubbio. Di idee ne hanno in tanti… ma ciò che conta è avere un team strutturato, perché il problema è l’esecuzione. Il percorso è lungo e noi l’abbiamo provato sulle nostre spalle, il più delle volte è un’esperienza molto dura e per entrare nel giusto percorso ci vogliono circa tre anni. È ridicola l’idea che si possa portare una società a profitto e guadagnare in pochi mesi.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche per rendere un’app scaricabile e utilizzabile?

Quando ho iniziato io, una decina di anni fa, c’erano molte meno app sugli store e si guadagnava anche con idee semplici. Io punterei sui prodotti verticalizzabili, le persone hanno bisogno di prodotti specifici che soddisfano esigenze precise, ma il prodotto stesso deve essere in grado di generare viralità, e per guadagnare bisogna comunque fare numeri altissimi, altrimenti i costi di gestione non sono sostenibili da una startup italiana.

Cosa consiglieresti a chi vuole aprire una starup oggi?

Ci vuole una dannata perseveranza perché, soprattutto nei primi anni, si riceveranno più rifiuti che approvazioni. Se sopravvivi sul mercato, poi, le aziende ti danno credibilità. Non perdere tempo nelle cose di contorno, costruire un team che crede nel prodotto e non cercare persone che siano interessate solo alle ore di lavoro, rimanere concentrati sul proprio focus iniziale e non perdere di vista l’obiettivo iniziale ma essere pronti a modificarlo e a cambiar rotta, se necessario.

Novità sul fronte Quokky?

Siamo diventati partner di CGN di Pordenone, il centro CAF che gestisce tutte le pratiche sindacali, primo gruppo nel mercato nazionale della consulenza fiscale, con 40.000 professionisti in tutt’Italia. Ciò ci consente, come dicevo, di portare Quokky a tutti i professionisti.

L’app è scaricabile dagli store ed è disponibile in diverse lingue, abbiamo già diversi clienti in India e in Belgio. Il nostro obiettivo e quello di allargare sempre più il mercato internazionale per dimostrare che le eccellenze italiane sono presenti anche in questo tipo di mercato.

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Sito ufficiale Quokky: www.quokky.com

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