iPhoneandGo intervista Benedetto Pacitto, founder di ComunicaCity, l’app che mira ad abbattere le barriere di comunicazione tra cittadino e P.A.

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Il dialogo fra cittadino e Pubblica Amministrazione finisce spesso nell’occhio del ciclone: nonostante la tecnologia abbia rivoluzionato il modo di comunicare, alcune idiosincrasie con l’aggiornamento digitale del settore pubblico sembrano addirittura grottesche.

Ma le soluzioni non mancano, anzi, un nutrito manipolo di Comuni ed Enti Locali sta rivoluzionando le proprie abitudini di interazione coi cittadini, sfruttando l’innovazione di un’app, ComunicaCity. Abbiamo avuto il piacere di saperne di più direttamente dalla voce del suo founder e CEO, Benedetto Pacitto.

Possiamo dire che ComunicaCity costituisce un tentativo concreto di operare una transizione nel modo di relazionarsi tra Pubblica Amministrazione e utenti?

Assolutamente sì! Il progetto nasce proprio per capovolgere il classico sistema di comunicazione cittadino-P.A.. ComunicaCity vuole fare in modo che sia l’amministratore a “contattarci” direttamente, magari prima che il problema si verifichi o che assuma dimensioni più critiche!

Pensiamo, ad esempio, al fastidio di svegliarsi e non trovare l’acqua per una doccia: conoscere preventivamente il verificarsi di un disservizio consente al cittadino di organizzarsi diversamente, in modo da ridurre, per quanto possibile, il disagio che ne scaturisce.

Com’è nata l’idea di realizzare questo progetto? Quali sono state le principali difficoltà incontrate nel portarlo avanti?

L’idea nasce in maniera abbastanza casuale nel 2013, come la classica mela di Newton. Eravamo in viaggio verso un appuntamento di lavoro, al quale mancammo a causa di una superstrada chiusa per la caduta di un masso. “Siamo nel 2013, abbiamo tutti uno smartphone in tasca, e comunque non abbiamo un modo per essere informati dagli amministratori di quello che succede!”.

A quello sfogo seguì qualche settimana di studio del mercato, ed effettivamente ci rendemmo conto di un grande vuoto. Gli ostacoli sono molteplici, tutti purtroppo legati alla burocrazia e alle limitazioni a cui sono costretti i Comuni e gli enti locali.

ComunicaCity ha davvero tante funzionalità, ma cosa ha materialmente a disposizione un utente che la scarica?

Informazioni certe ed in tempo reale. La prima sembra una banalità, ma non lo è assolutamente. Nei tempi in cui le notizie viaggiano incontrollate sui social e su siti web farlocchi, le bufale sono all’ordine del giorno; avere uno strumento che garantisce notizie certe – inserite direttamente dagli amministratori pubblici autorizzati – può fare la differenza!

Anche la tempestività può fare la differenza. Il nostro servizio viene utilizzato da quasi tutti i Comuni colpiti dal terremoto del centro Italia, da Amatrice ad Accumoli, da Arquata ad Assisi e Ascoli Piceno, e così via. Uno strumento che in pochi secondi può raggiungere tutta la cittadinanza, può essere essenziale in molti casi.

Come può sfruttare l’app il Comune che ha deciso di farne uso?

Abbiamo comuni veramente virtuosi che usano il servizio in maniera perfetta, anche grazie ad una operazione di diffusione capillare dell’app. Tali Comuni inviano qualsiasi informazione possa essere di interesse, supporto o aiuto al cittadino.

Gli Enti non hanno limiti né vincoli nell’uso della piattaforma: possono inviare notizi, in qualsiasi momento, ma anche file pdf, audio, video, foto, ecc.

Una delle caratteristiche che saltano all’occhio è che si tratta di un’applicazione molto personalizzabile. Come siete riusciti, dal punto di vista della programmazione, a ottenere questo risultato?

L’ostacolo maggiore è stato progettare un sistema che fosse veramente semplice da usare, per chiunque, anche da chi non è avvezzo all’uso di pc, tablet e smartphone. Il sistema che abbiamo oggi è comunque il risultato di un lavoro durato circa due anni, fatto di migliorie, cambiamenti, evoluzioni, fatte ascoltando i feedback, le critiche e le richieste sia degli utenti sia degli amministratori. E lo facciamo tuttora! Abbiamo una lunga lista di nuove funzionalità che ci hanno richiesto i nostri utenti e che stiamo implementando.

Oltre alle tante informazioni di servizio c’è anche molta attenzione all’aspetto turistico. Non c’è il rischio di sconfinare in un territorio in cui i competitors sono numerosi e tutti agguerriti?

Il lato “turistico” di ComunicaCity rispetta comunque l’ambito istituzionale di questo settore: informazioni di interesse e di pubblica utilità, l’elenco di strutture ricettive e punti di interesse, mobilità e trasporti. Non sconfiniamo nei “servizi” a valore aggiunto per il turismo, come la prenotazione di ticket, hotel, ingressi, esperienze, ecc. ComunicaCity non si occupa della diffusione di informazioni commerciali.

Avete una consolidata partnership con Ancitel e fornite supporto tecnologico a Poste Italiane. Quanto conta avere alle spalle realtà di questa portata?

L’esperienza di diventare partner tecnologico di Poste Italiane ci ha permesso di conoscere una realtà diversa e più strutturata. La partnership con Ancitel, invece, ci ha consentito di entrare più a fondo nell’universo dei comuni italiani e partecipare ai grandi eventi Anci, tra cui le assemblee nazionali.

Quanti sono attualmente i Comuni che si avvalgono dell’app? Pensate di aumentarne numero e distribuzione geografica nel prossimo futuro?

Sono circa un centinaio tra Comuni e altri enti pubblici e privati. Il 2017 per noi sarà un anno particolare, su cui puntiamo tantissimo. Il nostro obiettivo è crescere, crescere tanto, e diventare leader nazionali per la fornitura di app su tutto il territorio nazionale. Stiamo già arrivando in nuove regioni, come Friuli Venezia Giulia e Veneto nel nord, oppure in Puglia e Sicilia al sud.

L’app è pensata sia per iOS sia per Android? Avete sviluppato nativamente o avete optato per la soluzione ibrida?

In realtà è disponibile anche per WindowsPhone, e siamo probabilmente gli unici ad occuparci anche degli utenti Windows. Abbiamo optato per una soluzione ibrida in seguito ad un’analisi tecnica, dato il margine di differenza in prestazioni era veramente impercettibile lato utente, mentre i tempi di sviluppo ne hanno beneficiato tantissimo.

Avete in cantiere release di nuove funzionalità?

Tante, tantissime, la lista di “macrofunzioni” è in doppia cifra! Una macrofunzione di solito è un modulo nuovo che andiamo ad inserire nell’app, come ad esempio il modulo per la raccolta differenziata. C’è tanto da fare; i nostri utenti sono molto esigenti.

Come vengono immessi e gestiti i tanti dati inseriti dal singolo Ente locale?

I Comuni hanno completa autonomia nell’inserimento delle news nel sistema. Hanno a disposizione un pannello on line, ovviamente accessibile solo agli utenti autorizzati, e da lì possono inserire i testi e i file da inviare agli utenti, tra cui immagini, video, audio, pdf, word, ecc.

Un esempio molto interessante: il Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha l’abitudine, consolidata da mesi, di inviare tutte le sere ai propri cittadini un messaggio audio in cui racconta tutto quanto fatto nel corso della giornata. Apprezzatissimo dai cittadini, al punto che se una sera il sindaco manca l’appuntamento, riceviamo decine di richieste sul perché non sia arrivato il messaggio!

La Pubblica Amministrazione ha un bisogno sempre crescente di dialogare col cittadino attraverso la tecnologia, ma paradossalmente le amministrazioni stanno esternalizzando gran parte del settore sviluppo. Qual è a vostro parere il futuro del settore?

Noi siamo convinti che la tecnologia debba essere solo uno strumento al servizio delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini, e per tale motivo debba essere facile da usare, semplice da introdurre nei processi della PA, e immediata da adottare per i cittadini. Non dobbiamo richiedere agli amministratori di diventare esperti di tecnologia, il loro tempo è prezioso, e devono dedicarlo ai cittadini e ai problemi della città. Spetta a noi aziende fornire la migliore tecnologia, o meglio quella più adatta, per fare in modo che si azzerino le distanze tra P.A. e cittadini, fino ad arrivare ad un punto in cui tutta la tecnologia sarà di tipo SaaS e PaaS, come del resto già sta avvenendo nel settore privato.

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ComunicaCity è disponibile gratuitamente su dispositivi iOS, Android e WindowsPhone. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito ufficiale dell’app www.comunicacity.it

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